La ricerca della possibilità

BACK SIDE OF THE BLIND SPOT

La ricerca della possibilità

 

(…) Con sapiente padronanza, l’artista molisano declina sulle sue tele impalcature certissime: la prospettiva si spinge in accattivanti audacie e si innova in prismatiche architetture ove la spazialità, analiticamente intesa e perspicuamente assimilata, si fonde all’alto scatto immaginifico. E’ nella disambiguazione di queste virtuali “camere d’aria” che Sozio lascia liberamente vibrare tutto il proprio fervore creativo. Quale prodigio d’arte, quale stupore di natura s’aprono dinanzi ai nostri occhi! Quali trionfi panteistici s’accendono in narcotizzanti invenzioni! Quali magiche costruzioni di segno e di materia s’animano generando mondi mutevoli ed imperscrutabili! Se, come scriveva Paul Klee, l’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile, c’è nella ricerca di Luciano Sozio un’ispirazione felice a squarciare il velo dei più cosmici segreti: nel vagheggiamento di una dolcissima Arcadia, la fuoriuscita dalla finitudine dell’Io si fonde all’immedesimazione in una natura numinosa sconfinando nella ricerca di risonanze universali. Le più adamantine sinestesie trasfigurano in orchestrazioni pittoriche che divengono suggestioni sensistiche e che ricordano ora nuages alla Debussy ora deflagrazioni alla Ravel. La sintassi si è fatta più ampia rispetto alle opere precedenti e si indirizza certamente verso una maggiore semplificazione lineare. Il contorno diviene assoluto protagonista ed è generatore di forme in un astraente e purissimo cloisonnisme: l’arabesco è estremamente decorativo, si fa fuggente ed energico, intarsia oniriche orbite. Il sintetismo del tratto si imbeve dei succhi delle tinte più lucenti, dei bianchi sfolgoranti, dei rossi carminio, dei verdi di giada concretando così vegetazioni brulicanti e tropicali, figure muliebri che ricordano la statuaria primitiva, e poi panoplie di occhi, orecchie, bocche che sono per l’artista divertissement ed insieme raffinato capriccio. (…)

Serena Ribaudo